E’ ferito alla testa, ad una gamba, alla mano sinistra e ha forti dolori al petto. Deve quindi rimanere il più fermo possibile ma la sua situazione non è grave. E’ cosciente e forse oggi lo trasporteranno in un ospedale cattolico di Medan, a 300 chilometri da Nias, attrezzato e con personale specializzato. Sono le ultimissime notizie di padre Barnabas Winkler, il missionario italiano rimasto ferito a Nias, in Indonesia, in seguito al terremoto che lo ha colpito lunedì notte mentre dormiva in casa. A darle è il fratello di padre Barnabas, padre Wilfried Winkler, anche lui frate cappuccino, oggi a Bressanone. Sono stati insieme in missione a Nias per tantissimi anni: 23 anni padre Wilfried, 35 padre Barnabas.
“Non ho potuto parlare personalmente con lui racconta al Sir – perché non può parlare né alzarsi. Ho parlato questa notte con le suore che lo accudiscono e mi hanno detto che proveranno a portarlo a Medan in un ospedale più attrezzato”. E’ preoccupato? “Un po’ sì, gli fanno male le gambe ma anche il torace per cui deve stare fermo. Però è cosciente”. Padre Barnabas e padre Wilfried sono stati per tantissimi anni in missione a Nias. “E’ stata una esperienza bellissima racconta padre Wilfried poi io sono tornato in Italia, perché abbiamo un bel numero di cappuccini indigeni e quando ci sono loro è meglio che noi andiamo via piano piano, così loro diventano più autonomi”.
Sarebbero fra mille e duemila i morti causati dal fortissimo sisma di 8,5-8,7 gradi Richter. ‘A Nias sono stati accertati 330 morti e 100 a Simeulue. Ma il bilancio è destinato ad aggravarsi pesantemente.
“A Nias racconta padre Barnabas – conosco quasi tutti. So che è un popolo capace di sopportare i dolori e le prove, è gente molto forte, piangono ma poi ricominciano di nuovo, non restano a terra. Prego che Dio dia loro la forza di andare avanti”. (segue)