TERREMOTO NELL’OCEANO INDIANO: PARLA PADRE WILFRIED WINKLER, IL FRATELLO DI PADRE BARNABAS, IL MISSIONARIO FERITO A NIAS, “E’ UN POPOLO FORTE CHE NON RESTA A TERRA” (2)

Sono notizie rassicuranti anche quelle di padre Albert Tiok, che segue da Bolzano per i cappuccini sudtirolesi le missioni. “Forse oggi lo porteranno con l’elicottero a Medan, perché non possono arrivare con l’aeroplano. Sappiamo che è ferito alla testa, nelle gambe e poi anche alla mano sinistra ma è cosciente, non è così grave la situazione”. Padre Albert racconta che hanno provato ad andarlo a prendere con un aeroplano, ma il velivolo è dovuto tornare indietro perché non è riuscito ad atterrare sia a causa della nebbia sia per la pista danneggiata. Per trasportarlo però a Medan ci vuole anche l’ok del medico.
Padre Albert non è riuscito a parlare con Nias. “Le comunicazioni – racconta – non funzionano. Noi abbiamo notizie tramite e-mail”. Si sa però che Padre Anselm Vettori, l’altro missionario cappuccino che vive a Nias, “sta bene perché lui non era in casa al momento del terremoto, è sempre in giro nei paesi limitrofi. Meno male”. Crede che padre Barnabas tornerà in Italia? “No, certamente no – risponde il frate cappuccino – perché a Medan c’è un ospedale molto buono, è un ospedale cattolico, con medici che hanno studiato in Europa e in America “.