” “La scelta di Napoli e del quartiere di Scampia, al centro della faida della camorra assieme alla zona di Secondigliano, per il congresso nazionale del Msac, dal 31 marzo al 3 aprile, trova apprezzamento nel capoluogo partenopeo. “Sono necessarie osserva don Fulvio D’Angelo, parroco dei SS. Cosma e Damiano a Secondigliano -, nei nostri quartieri problematici, presenze forti, oltre a quelle interne al territorio, che possano aiutare la crescita culturale, spirituale e della coscienza civile negli abitanti. Da soli, insomma, cerchiamo di fare tanto, ma abbiamo bisogno anche di aiuti dall’esterno. E’ importante far capire che a Scampia e Secondigliano non c’è solo negatività o camorra, benché sui media appaia soprattutto il male. Purtroppo, non c’è attenzione verso le iniziative culturali e religiose perché non fanno rumore”. Gli studenti del Msac verranno a parlare a Scampia della scuola che rende liberi… “Per i giovani commenta il sacerdote – la formazione è fondamentale; di qui il ruolo primario della scuola, delle parrocchie, delle famiglie. Resta, però, un nodo enorme la mancanza di prospettive occupazionali: un giovane, che voglia emergere con il suo lavoro, deve andare via da Napoli, abbandonando questi quartieri che s’impoveriscono, così, di risorse umane ed intellettuali”. Per don Fulvio, “sono necessari maggiori investimenti”. “Ancora oggi denuncia il sacerdote – abbiamo delle strutture sportive inservibili: a poche centinaia di metri dalla mia parrocchia c’è un campo sportivo di proprietà del Coni chiuso da venti anni”.
” “”Credo che la scelta del Msac aggiunge Geppino Fiorenza, referente campano di Libera e responsabile del Centro di documentazione contro la camorra, promosso dall’assessorato regionale all’Istruzione – sia molto positiva perché coniuga due aspetti importanti: la testimonianza all’interno di un quartiere difficile come Scampia e l’abbinamento della testimonianza generica del mondo cattolico a quella che trova in don Milani un riferimento culturale di grandissima qualità e attualità”. Per Fiorenza, infatti, “l’esperienza di Barbiana si dovrebbe riprendere oggi, a larghe mani, anche con l’appoggio delle istituzioni, all’interno dei quartieri più degradati di Napoli. Una scuola non permissiva, fondata sulla qualità della relazione interpersonale e sulla capacità di responsabilizzare i ragazzi, è assolutamente una scelta di grande qualità e livello, da rilanciare”.
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