” “E’ oggi in libreria il nuovo libro del card. Camillo Ruini. Ha per titolo “Nuovi segni dei tempi: le sorti della fede nell’età dei mutamenti” ed è edito da Mondadori. Nel testo presentato in questi giorni in una serie di interviste a quotidiani e tv il cardinale affronta una serie di temi ed eventi che interpellano l’uomo e la società, alla luce di un nodo centrale: la “questione antropologica”, ovvero il confronto serrato tra fede e modernità. Nel volume il cardinale parla di presenza cristiana nella società contemporanea, dei nuovi scenari internazionali dopo la “terribile scossa dell’11 settembre 2001”, di vita e degli sviluppi della scienza, dei rapporti tra etica e politica. Che cosa è in gioco?, chiede La Repubblica domenica 27 marzo: “La concezione dell’uomo risponde Ruini -. Se considerarlo solamente una particella di natura o un essere dotato di una sua dignità”.
” “Riguardo ai nuovi scenari internazionali, il card. Ruini sottolinea nel libro “l’urgenza di passare dall’etica alla politica, ossia di tradurre in termini politicamente efficaci l’istanza etica della pace”. In questo contesto, il cardinale registra la crescita del ruolo storico e culturale delle religioni e della loro responsabilità di “promuovere un’etica e una cultura dell’amore, della solidarietà e della riconciliazione che sono al base su cui la pace può edificarsi e consolidarsi”. Perché ciò si realizzi, però, occorre superare “i sospetti e i timori” che le religioni siano “invece cause di conflitti e ostacoli allo sviluppo della libertà. La condizione fondamentale affinché simili rischi siano evitati scrive Ruini nel libro è che le religioni stesse, tutte le religioni, accolgano senza riserve la libertà religiosa e la promuovano in concreto: così esse contribuiranno all’affermazione anche delle altre libertà, che hanno con la libertà di religione un legame profondo. A sua volta, però, la libertà religiosa deve essere fondata e legittimata non, come spesso è avvenuto, attraverso il relativismo e il misconoscimento dell’identità propria delle singole religioni, bensì in virtù della dignità che appartiene intrinsicamente ad ogni persona e dell’indole stessa della verità, che non può essere accolta autenticamente se non nella libertà”.