” “Per gli studenti stranieri sarà molto più difficile venire a studiare in Italia. Lo denuncia l’Ucsei (Ufficio centrale studenti esteri in Italia), che in una lettera aperta al presidente della Repubblica e altre autorità ministeriali, contesta le recenti “Disposizioni per l’immatricolazione degli studenti stranieri e comunitari valide per il triennio 2005-2007” emanate il 21 marzo dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. In Italia sono 30.699 gli studenti stranieri (anno 2004.2005), ma le immatricolazioni “risultano sempre di molto inferiori”: 7.168 nel 2002-2003. La scarsa presenza dei giovani stranieri nelle università italiane, constata l’Ucsei, non dipende solo dalla scarsa diffusione della lingua italiana o dalla scarsa qualità didattica del sistema quanto piuttosto “dalla confusione normativa e dall’esistenza di un sistema amministrativo e burocratico ‘chiuso’ che pone ostacoli supplementari alla mobilità di entrata degli studenti stranieri e dei ricercatori”. L’Ucsei scrive al presidente Ciampi citando proprio le sue parole durante la recente visita in Cina, nella quale chiedeva di “internazionalizzare il nostro sistema universitario” con “più studenti stranieri nelle aule dei nostri atenei”. Ma oggi, secondo la nuova circolare, viene eliminata la possibilità, da parte di cittadini italiani, stranieri regolari o associazioni professionali e sindacali, di prestare la garanzia di copertura economica che fino all’anno scorso esisteva. “Con le nuove disposizioni spiega don Remigio Musaragno, presidente dell’Ucsei la garanzia economica può essere data soltanto da istituzioni ed enti italiani di accertato credito, da governi locali o da istituzioni ed enti stranieri considerati affidabili dalla Rappresentanza diplomatica italiana”. “Perché questo passo indietro così pesante?” si chiede don Musaragno, constatando come il nuovo regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini sia ancora più restrittive del testo unico sull’immigrazione. “Insomma conclude il pasticcio è senza fine. Le nuove normative sull’ingresso per lavoro degli immigrati, come è noto più restrittive di quelle approvate con il precedente governo, hanno finito per coinvolgere anche gli studenti, rendendo molto più difficile anche per loro l’ingresso in Italia”.