SCUOLA: CAMPOLEONI (SIR), “UN PASSO AVANTI” MA RESTANO “AMBIGUITÀ TRA DIRITTO-DOVERE E OBBLIGO SCOLASTICO”

” “Con l’ok ai due decreti si è compiuto “un passo avanti”, ma nello stesso tempo “si conferma la faticosità del cammino intrapreso dal ministro Moratti: tempi lunghi, discussioni, rimaneggiamenti continui e vere e proprie zone d’ombra”. E’ quanto scrive sul Sir di oggi, Alberto Campoleoni, esperto in temi scolastici, commentando il testo sull’alternanza scuola-lavoro e a quello sul diritto-dovere di istruzione approvato ieri dal Consiglio dei Ministri nell’ambito della riforma della scuola. “L’innalzamento del livello di scolarità, fino ai 18 anni, – afferma l’esperto – è certamente un risultato importante, ma c’è già chi fa notare le ambiguità tra i concetti di diritto/dovere e di obbligo scolastico, anche in relazione alle possibili sanzioni da comminare ai ‘genitori inadempienti’. Oltre al fatto che la prospettiva del ‘diritto-dovere’ per alcuni sarebbe ben più evanescente dell’obbligo scolastico normato finora e finirebbe dunque per indebolire e non rafforzare la scolarità”. Inoltre, aggiunge Campoleoni, “c’è chi si lamenta – in modo ricorrente, in verità – del modo di procedere del ministro, che non avrebbe tenuto conto in questo caso dei suggerimenti delle parti sociali e che va avanti per la propria strada senza sottoporre idee e innovazioni a un vero confronto. Dure, per esempio, le prime dichiarazioni della Cisl. Anche l’iter nelle commissioni parlamentari è stato penalizzato, poiché l’opposizione non ha dato il proprio parere, chiedendo che prima ci si dedicasse al decreto sulle superiori, per definire il disegno complessivo su cui innestare le innovazioni. E in effetti il sistema scolastico in cui realizzare il diritto-dovere all’istruzione ancora non c’è”. “Da tempo sosteniamo che il clima avvelenato che si respira sui temi della scuola rischia di invalidare il buono che può venire dal percorso riformatore, così come la possibilità di apportare efficaci correttivi a tutti quegli aspetti discutibili che la riforma porta con sé. Chiusure contrapposte – conclude – impediscono il reale confronto a tutto svantaggio dei giovani e del sistema scolastico, che non sembra finora fare grandi progressi. E tra l’altro si aspetta ancora piena realizzazione di quel sistema integrato che resta monco, senza una vera parità tra scuole statali e non statali, insieme garanzia del servizio pubblico”.