” ““Ricordare il sacrificio di Oscar Arnulfo Romero significa fare memoria di una persona che ha vissuto il cristianesimo in profondità, dando un esempio di generosità. La sua morte è ‘martiriale’ e testimonia come egli non abbia considerato la sua vita più importante dell’adesione a Cristo e al Vangelo”. A dichiararlo, nel giorno del 25° anniversario della morte del vescovo salvadoregno, è Roberto Morozzo della Rocca, autore della biografia “Primero Dios. Vita di Oscar Romero”, pubblicata questi giorni dalla Mondadori.
” “”Romero fu ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava l’Eucaristia: una morte in sintonia con l’identità personale che il vescovo viveva, l’identità sacerdotale. La sua caratteristica profonda, infatti, l’aveva sintetizzata nel motto episcopale che si era scelto, riprendendo quello ignaziano: “Sentir con la iglesia”.
” “”Fare memoria di Oscar Romero, – ha ripreso il biografo- significa ricordare un uomo fedele all’insegnamento della Chiesa, che ha voluto vivere fino in fondo andando incontro alla morte. Nell’ultimo viaggio a Roma era stato offerto al vescovo di scegliere un altro incarico, ma egli volle tornare nonostante le numerose minacce che aveva ricevuto.
” “Eredità di Romero è ricordare che in una gran parte di mondo, il Sud del mondo, non ricco né benestante, ci sono più croci che nel mondo opulento. Di lui si ricorda il grande amore per i poveri, non politico né ideologico, fatto di grande interesse per loro alla luce della carità come dono di sé, in difesa della vita e dei poveri stessi”.
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