” ““Il Venerdì Santo, giorno in cui l’innocente viene eliminato, continua a celebrarsi in Terri Schiavo e in tanti altri esseri umani”. Commenta così il teologo Marco Doldi la decisione del giudice federale James Whittemore che, dopo quasi un giorno di riflessione in camera di consiglio, ha negato l’autorizzazione di ripristinare l’alimentazione a Terri Schiavo. Resteranno staccate, dunque, le sonde che permettevano la vita alla donna americana di 41 anni, da 15 in stato vegetativo. “Tra pochi giorni scrive Doldi in un nota per il Sir (on line questa sera) – il 25 marzo, giorno in cui ricorrono i dieci anni dell’Enciclica a difesa della vita (Evangelium Vitae), sarà proprio Venerdì Santo: una coincidenza o un monito?”. Terri Schiavo, ricorda Doldi, “sembra trovarsi, da quanto si è appreso, in una sorta di stato vegetativo subliminale, al limite della piena coscienza, che si potrebbe definire ‘stato minimo di coscienza’, per questo può essere considerata una persona vivente, priva di una piena coscienza, i cui diritti giuridici devono essere riconosciuti, rispettati e difesi. Ne consegue che la rimozione della sonda gastrica di alimentazione in queste condizioni può essere considerata eutanasia diretta”. In questo caso, spiega il teologo, “la sonda gastrica di alimentazione non può ritenersi un ‘mezzo straordinario’ e neanche un mezzo terapeutico. Essa è parte integrante della modalità in cui la signora Terri Schiavo può essere alimentata e idratata. Impedire a qualcuno l’accesso al cibo e all’acqua rappresenta un modo spietato di uccidere”. Il teologo conclude citando un discorso di Pio XII del 29 ottobre 1951: “Non vi è nessun uomo, nessuna autorità umana, nessuna scienza, nessuna ‘indicazione’ medica, eugenica, sociale, economica, morale, che possa esibire o dare un valido titolo giuridico, per una diretta deliberata disposizione sopra una vita umana innocente, vale a dire una disposizione che miri alla sua distruzione, sia come a scopo, sia come a mezzo per un altro scopo”.