PAPA ALL’ANGELUS: ALLA FINESTRA BENEDICE IN SILENZIO. AI GIOVANI, “NON ABBIATE PAURA!”

“Oggi vi dico: continuate senza stancarvi il cammino intrapreso per essere dovunque testimoni della Croce gloriosa di Cristo. Non abbiate paura!”. E’ il messaggio di Giovanni Paolo II ai circa 50 mila giovani che ieri mattina per la Domenica delle Palme e in occasione della ricorrenza diocesana della XX Giornata mondiale della Gioventù hanno riempito piazza San Pietro. E’ stata la prima Domenica delle palme del Pontificato nella quale Giovanni Paolo II non è stato all’altare. La celebrazione è stata infatti presieduta a nome del Santo Padre dal card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma. Il Papa, chiamato a gran voce dai giovani, si è affacciato dalla finestra del suo studio (rimasta aperta fin dall’inizio del rito), benedicendo in silenzio con in mano un ramoscello d’ulivo.
Come nelle domeniche passate, anche ieri le parole del Papa prima della recita dell’Angelus, sono state lette dal Sostituto della segreteria di Stato, l’arcivescovo Leonardo Sandri. Giovanni Paolo II ha ricordato ai giovani l’origine delle Gmg. “Vent’anni or sono – ha detto -, proprio in questa Piazza, ebbero inizio le Giornate Mondiali della Gioventù. Per questo oggi mi rivolgo in modo speciale ai giovani. A voi, carissimi, che siete qui presenti, e a quelli di tutto il mondo”. Il pensiero del Papa va all’appuntamento di Colonia. “Nella stupenda cattedrale di quella città – ha ricordato – si venerano le reliquie dei santi Magi, che perciò sono diventati in un certo senso le vostre guide verso quell’appuntamento. Essi vennero dall’Oriente per rendere omaggio a Gesù e dichiararono: “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). Queste parole, così ricche di significato, costituiscono il tema del vostro itinerario spirituale e catechistico verso la Giornata Mondiale della Gioventù. Voi oggi adorate la Croce di Cristo, che portate in tutto il mondo, perché avete creduto all’amore di Dio, rivelatosi pienamente in Cristo crocifisso. Carissimi giovani! Sempre più mi rendo conto di quanto sia stato provvidenziale e profetico che proprio questo giorno, la Domenica delle Palme e della Passione del Signore, sia diventato la vostra Giornata. Questa festa contiene una grazia speciale, quella della gioia unita alla Croce, che riassume in sé il mistero cristiano”.
Lo stesso invito era stato fatto dal card. Ruini durante la celebrazione della Messa. “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mt 16,24)”. “Questa parola – ha detto Ruini – fa comprensibilmente paura, anzi, fa ancora più paura a noi, uomini del nostro tempo che siamo portati a vedere nella sofferenza soltanto qualcosa di inutile e di dannoso. Ma proprio questo è il nostro errore, che ci impedisce di comprendere non soltanto il significato della sofferenza, ma anche il senso della vita”. “Sì, la croce di Gesù – ha concluso il cardinale – non deprime e non indebolisce. Da essa, al contrario, vengono energie sempre nuove, quelle che risplendono nelle imprese dei Santi e che hanno reso feconda la storia della Chiesa, quelle che oggi traspaiono con speciale chiarezza dal volto affaticato del Santo Padre”.