"L’economia rientra nel piano di Dio, come conferma la Gaudium et Spes: l’attività umana individuale e collettiva, ossia quell’ingente sforzo con il quale gli uomini nel corso dei secoli cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, corrisponde alle intenzioni di Dio. Anzi, compito dell’economia è ridistribuire le risorse e combattere la povertà, attraverso il lavoro, che è la risorsa dell’economia per eccellenza. In maniera permanente ciascuno può intraprendere questa battaglia per la giustizia". Così Guy Pognon, economista (Benin), intervenendo oggi alla conferenza indetta dal Pontificio Consiglio della giustizia e della pace per commemorare il 40° anniversario della Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II "Gaudium et Spes" (Vaticano, 16-18 marzo). "Non è sufficiente – ha detto l’economista – produrre, occorre un’economia efficace anche per la tutela della dignità, con le parole della Costituzione conciliare: ‘l’uomo ha una legge scritta da Dio nel suo cuore; obbedire è la dignità stessa dell’uomo, e secondo questa sarà giudicato’. Il rischio del processo produttivo, è la trasformazione dell’essere umano in strumento. Inoltre un problema morale è la questione della produzione-ripartizione-consumo, come conferma nuovamente la Gaudium et Spes quando dice che i beni creati devono essere partecipati a tutti, essendo guida la giustizia e assecondando la carità. Pertanto una riflessione critica in questo senso è un diritto. In ogni caso la giustizia di un sistema socio-economico deve prevedere un’equilibrata remunerazione che garantisca la dignità dell’individuo e della sua famiglia".