” “Una esperienza di accoglienza, incontro e scambio interculturale mentre a poca distanza, nel Cpt di Crotone, vengono rinchiusi circa 180 migranti degli oltre mille sbarcati nei giorni scorsi sulle coste di Lampedusa e che ora rischiano il rimpatrio immediato. E’ l’iniziativa in corso in questi giorni (fino al 20 marzo) a Cosenza dove numerose associazioni cattoliche, laiche e di altre religioni organizzano da quattro anni “Fiera Inmensa”: per una settimana, nei locali dell’Ex deposito ferroviario di Piazza Matteotti, centinaia di venditori ambulanti immigrati provenienti dalla Campania e della Calabria esporranno le loro merci e incontreranno i cittadini italiani. La sera viene allestita una mensa, nella quale vengono distribuite oltre 500 cene, con le pietanze preparate dalle famiglie delle parrocchie. È stato anche predisposto un servizio cucina, nel quale si alterneranno i migranti della Casa del migrante, la comunità filippina e gli Scout dell’Agesci, una postazione d’infermeria, con i volontari della Croce Bianca e uno spazio di accoglienza dove prestano servizio i volontari delle parrocchie e delle associazioni del coordinamento (tra cui Agesci, Azione Cattolica Italiana, Banco Alimentare, Caritas diocesana, Comunità di S. Egidio, Fuci, Ingegneria senza frontiere, La Kasbah, Istituto Buddista Soka Gakkai, Movimento Giovanile missionario, Rinnovamento nello Spirito, le Comunità migranti dell’associazione Baobab). I bambini, figli dei venditori ambulanti, saranno accolti presso la Biblioteca dei ragazzi, con un servizio di animazione ludico-culturale. “In quattro anni è molto cresciuta la partecipazione alla fiera spiega al Sir Andrea Bevacqua, consigliere diocesano dell’Ac di Cosenza -. Se all’inizio c’è stata un po’ di diffidenza, ora riscontriamo una bella risposta da parte della cittadinanza. Sono nate anche molte amicizie tra immigrati e italiani, fatto molto positivo per chi viene da un paese straniero e a volte vive in una condizione di dura solitudine”. “Fiera Inmensa” è diventata per la città di Cosenza una “occasione tradizionale di scambio interculturale, di incontro e dialogo, di servizio volontario”. “Nonostante l’alto numero di sbarchi osserva la Calabria è sempre stata una terra accogliente. Abbiamo una società civile ricca di esperienze positive di integrazione”. Chiaramente, aggiunge Bevacqua, “ci siamo schierati più volte contro i Cpt, che sono più simili a centri di detenzione che a luoghi di accoglienza, facendo presente che esistono tante soluzioni alternative. Non si possono ledere in questo modo i principi della dignità umana”.