” “In Cina il Parlamento ha approvato nei giorni scorsi una “legge anti-secessione” che consente l’uso della forza se Taiwan dichiarerà l’indipendenza. Secondo padre Angelo Lazzarotto, missionario del Pime, per 15 anni ad Hong Kong e quindi grande conoscitore del popolo cinese, si tratta di “una schermaglia politica interna” che ha in sé “il pericolo che nasca un incidente che porti alla catastrofe” ma questo “dipende dal buon senso dei dirigenti e dalla moderazione che gli Usa e i Paesi limitrofi vorranno imporre”. Lo stesso interesse della Cina secondo padre Lazzarotto, che esprime il suo parere in una intervista che verrà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale – “porterà a non complicare le cose”. “Il presidente della repubblica, che ha assunto anche la presidenza della potente commissione militare che influisce su tutte le strategie del governo spiega il missionario -, ha fatto sì che le forze armate avessero un aumento di budget delle spese militari del 12%. Quindi vogliono mostrare i muscoli. E’ un esercizio interno alla politica del partito che però, ovviamente, è sempre rischioso”. Dall’altra parte, a Taiwan, c’è un Paese “che si è sviluppato in maniera enorme, anche perché è appoggiata dagli Stati Uniti. Gran parte dei capitalisti di Taiwan investono soldi nella Cina comunista… e sappiamo che i soldi non hanno odore e colore. Non hanno nessun interesse a far scoppiare una guerra, anzi si sta lentamente sciogliendo quella diffidenza reciproca”. Riguardo al mancato rispetto dei diritti umani il missionario del Pime nota come “purtroppo, troppo spesso, anche l’Occidente, pur di approfittare della crescita del grande mercato cinese, dimentica di porre come condizione il rispetto di un minimo di diritti umani e di sicurezza sociale per i lavoratori cinesi, costretti a lavorare in condizioni terribili. Si tratta di vedere la misura della coerenza di noi occidentali nel chiedere questo rispetto”. E anche la difficile situazione della Chiesa cattolica, con molti preti in carcere, è “solo una piccola parte dei diritti umani calpestati, in un Paese in cui la pena di morte è applicata con una facilità impressionante”. “La gente rischia il carcere solo perché denuncia situazioni di ingiustizia. I diritti umani violati sono tanti e tra questi c’è anche la mancanza di rispetto della libertà religiosa. Purtroppo bisogna avere grande pazienza e speranza conclude -, non stare zitti e perseverare, andando avanti a piccoli passi”.