Il ruolo del Comitato "Scienza & Vita", ha spiegato mons. Betori nel corso della conferenza stampa di presentazione del Comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, è quello di "raccogliere cattolici e non cattolici che condividono la difesa razionale del soggetto umano, dal concepimento fino alla morte naturale; della famiglia, che non può essere scardinata nel suo rapporto tra le generazioni, e del futuro dell’umanità, che non va messo in gioco in modo da far saltare i criteri etici che devono guidare la ricerca scientifica". Interrogato dai giornalisti in merito a quali siano le principali obiezioni ai quesiti referendari, Betori ha fatto notare che "la mistificazione più grave" è quella dei "presunti benefici che immediatamente la ricerca sulle cellule staminali embrionali potrebbe portare all’umanità in ordine alla guarigione delle malattie. E’ falso, non esistono ancora studi che lo attestino: cosa diversa avviene invece con la ricerca sulle cellule staminali adulte, che sono vent’anni che curano alcune malattie". Quanto al modo in cui si fa informazione sui referendum, "i vescovi ha riferito il segretario generale della Cei sono rimasti molto sconcertati dalla disinformazione che ha accompagnato la raccolta delle firme, e che ha portato anche a messaggi ingannevoli circa i contenuti della legge e i suoi profili". Di qui la richiesta di uno "spazio adeguato per una informazione sistematica", affinché "su questi temi cresca una coscienza retta, tanto su questo referendum tanto su ciò che va ben oltre il referendum stesso, e che riguarda quello che su queste tematiche potrà emergere nei prossimi decenni". Interpellato circa un presunto "veto" del card. Ruini (nella prolusione al Consiglio permanente)a modifiche parlamentari ella legge 40, Betori ha precisato che il presidente della Cei "non ha posto nessun veto, ha solo detto che questa legge non si può peggiorare, ed eventuali interventi del Parlamento prevedevano mutamenti legislativi nella direzione del peggioramento di una legge che va già ben oltre ciò che la fede cristiana condivide in questo ambito". Il grande "battage" mediatico che si è fatto intorno al referendum è "un attacco alla Chiesa"? "La cultura egemone ha risposto Betori non condivide certi valori che per noi sono basilari dal punto di vista della visione antropologica: è naturale una situazione di grande contrapposizione. Mi sembra, però – ha concluso il segretario generale della Cei che dopo il battage unilaterale che ha accompagnato la raccolta delle firme, senza la possibilità di una voce contrastante, quell’unilateralità cominci ora a mostrare le sue crepe, sia grazie allo spazio sia pur modesto che offrono alcuni grandi giornali, sia grazie alle voci autorevoli che in altri organi di stampa motivano che qui è in gioco la famiglia e il futuro dell’umanità". Quanto al ruolo della Chiesa nella campagna referendaria, per i vescovi italiani è quello di "fornire contenuti, informazioni e indicare anche modalità. Il mondo ecclesiale verrà invitato ad ascoltare quello che il Comitato propone a riguardo, per formarsi ad una scelta adeguata".