La Chiesa di Pompei si schiera a favore dei lavoratori dell’Aticarta a rischio licenziamento: mercoledì 16 marzo, il vescovo, mons. Carlo Liberati, guiderà una manifestazione silenziosa di solidarietà nei loro confronti. In realtà, da tempo mons. Liberati si sta interessando alla grave crisi occupazionale dell’Aticarta, la cartiera di proprietà della società Reno De Medici che rischia di chiudere, lasciando senza sostegno economico circa duecento famiglie. La comunità ecclesiale pompeiana ha avuto già modo di esprimere la propria solidarietà. Più volte mons. Liberati ha incontrato i lavoratori, dando voce alla loro sofferenza e al loro diritto all’occupazione in incontri con autorità pubbliche, da lui stesso procurati. L’ultimo incontro, lo scorso 10 marzo, è stato con gli assessori regionali Teresa Armato e Gianfranco Alois, che hanno ribadito l’interesse della Regione per "una realtà produttiva così importante per il Mezzogiorno" ed hanno assicurato che, "se la cartiera dovesse chiudere, lo stabilimento sarà inserito nell’area di crisi della Tess".
Per la gravità della situazione il vescovo ha però ritenuto "doveroso" promuovere una rete di solidarietà attorno ai lavoratori dell’Aticarta, invitando parroci, sacerdoti, religiosi e religiose; dirigenti, docenti ed alunni delle scuole del santuario ad unirsi a lui per manifestare insieme e pubblicamente in favore dei lavoratori dell’Aticarta affinché "la voce della comunità ecclesiale pompeiana possa essere un valore aggiunto nelle trattative con le Istituzioni".
Il corteo silenzioso del 16 marzo 2005 si snoderà per le vie della città e si concluderà in piazza Bartolo Longo con brevi interventi. L’iniziativa, cui sono stati invitati il sindaco, la giunta e il consiglio comunale nonché le associazioni cittadine, l’Ascom e la Conferesecenti, ha l’obiettivo di riportare l’attenzione delle autorità e dei mass-media su questo problema, in vista dell’incontro del prossimo 18 marzo, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.