TSUNAMI: VIS, "BASTA POLEMICHE, CREIAMO UN SISTEMA DI COMPLEMENTARITÀ TRA ONG E PROTEZIONE CIVILE"

Creare un "sistema di complementarità" tra Protezione civile e ong per gestire l’emergenza, la riabilitazione e lo sviluppo nei Paesi colpiti da catastrofi come quella dello tsunami: è la proposta di Antonio Raimondi, presidente del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), l’ong dei salesiani che interviene oggi in merito alla polemica sugli aiuti nello Sri Lanka, completamente gestiti, per la parte italiana, dalla Protezione civile. "Le ong anziché lamentarsi – afferma Raimondi – si rimbocchino le maniche, comunichino all’opinione pubblica ciò che realizzano, cerchino il sentimento e la solidarietà della gente comune, rappresentino realmente la società civile italiana. La raccolta fondi con gli sms non ha certamente oscurato quelle ong che hanno un reale radicamento nella società: di chi è soggetto conosciuto e riconosciuto per capacità, impegno e trasparenza". E cita gli esempio di Medici senza frontiere – che raggiunti 4 milioni di euro ha detto basta alle offerte – e il Vis stesso che ha raccolto 1,6 milioni di euro "senza sentirci oscurati da alcunché". "Non è la prima volta che la Protezione Civile è in prima linea – prosegue Raimondi – basta ricordare, ad esempio, l’impegno a Bam o, più recentemente, a Beslan. Bisogna essere onesti intellettualmente: nessuna ong italiana è in grado di fare prima emergenza, nessuna è in grado di intervenire su un’emergenza con cure mediche, cibo e riparo in un massimo di 48/72 ore. Le uniche strutture italiane, con mezzi, uomini e risorse finanziarie in grado di farlo sono quelle militari e quelle della Protezione Civile". Per questo propone di costruire un "sistema di complementarità" tra ong e Protezione civile, anche perché, precisa, "è sicuramente molto più apprezzabile vedere le tute colorate dei volontari della Protezione Civile all’opera che non quelle mimetiche dei Marines americani. Oppure vogliamo che le tutte emergenze siano gestite dalle Porte Aerei e dai soldati?". "Chiudiamo con le polemiche – ha concluso il presidente del Vis  – e diamo l’avvio alla Riforma della Cooperazione Italiana. Si abbia il coraggio di costituire, come da anni sosteniamo, un Ministero della Cooperazione e della Solidarietà Internazionale sganciato da quello degli Affari Esteri."” ” ” ”