OTTO MARZO: DA MILANO UN INVITO A RICORDARSI ANCHE DELLE DONNE DETENUTE NELLE CARCERI ITALIANE

L’invito a ricordarsi in questo 8 marzo anche delle donne detenute nelle carceri italiane. A lanciarlo è l’Agenzia di solidarietà per il lavoro, AgeSol, che dal 1998 opera a fianco dei detenuti per favorire il loro inserimento sociale, attraverso il lavoro. In un comunicato stampa, l’Agesol chiede di ricordare, in particolare, le circa 280 donne rinchiuse nei tre istituti milanesi (San Vittore, Opera e Monza), di cui molte sono straniere. 
"Il tema dell’8 marzo  – spiega il presidente di AgeSol, don Virginio Colmegna – pone a centralità il tema delle donne e in questo contesto ritengo non sia fuori luogo ricordare anche quello della detenzione delle donne che non solo evoca situazioni difficili – basti pensare alle tanti nomadi oggi in carcere con i propri figli – ma richiama tutti a porre attenzione verso quei diritti di cittadinanza che dovrebbero permeare la nostra società".
L’AgeSol ricorda che 140 detenute milanesi lavorano, un dato che raggiunge il 50% del totale della popolazione femminile reclusa. "Si tratta di un dato importante – spiega la direttrice di AgeSoL Milano, Licia Roselli – che dimostra come le donne detenute trovano una collocazione lavorativa professionalizzante e stabile più di quella maschile sia dentro che fuori il carcere, raggiungendo, a volte, obiettivi d’eccellenza". "È la dimostrazione  – prosegue Roselli – che la detenzione, se gestita in maniera proficua, può diventare anche un’occasione di crescita sociale e professionale che, nella maggior parte dei casi, continua una volta conclusa l’esperienza detentiva". "Le esperienze con le detenute a cui abbiamo trovato occupazione – conclude la direttrice di AgeSol – è stata positiva: praticamente nessuna ha sofferto di fenomeni di recidiva".