SPAGNA: CARD. ROUCO VARELA, “IL TERRORISMO DEVE SPARIRE”. VOLONTÀ DI COLLABORARE CON IL GOVERNO E AUSPICI PER LA SALUTE DEL PAPA

” ““Il flagello disumano del terrorismo – qualsiasi terrorismo – deve sparire. Tutti dobbiamo collaborare con energia per eliminarlo. Non è moralmente possibile nessun tipo di compromesso con chi strumentalizza le persone e gli assassini indiscriminatamente”. Queste le parole del cardinale Antonio M.Rouco Varela, presidente della Conferenza episcopale spagnola, in prossimità della ricorrenza dell’11 marzo, ad un anno dal tragico attentato alla stazione di Atocha a Madrid, che sarà ricordato nella cattedrale dell’Almudena con una messa solenne. Parole pronunciate durante la prolusione di questa mattina in apertura della 84ª assemblea generale (7-11 marzo) che dovrà decidere in questi giorni il rinnovo triennale delle principali cariche direttive, compresa quella di presidente e ad esclusione del segretario generale, che dura invece cinque anni. Sono 76 i vescovi spagnoli ad avere diritto al voto, e dovranno eleggere nei prossimi giorni i sette nuovi membri del Consiglio permanente e i 14 presidenti delle Commissioni episcopali. Nella prolusione il card. Varela ha anche ribadito “la volontà di cooperazione” con il governo spagnolo, anche se diversi punti dell’agenda politica “suscitano serie riserve e anche chiara opposizione” da parte dei cattolici. “Abbiamo sempre dichiarato – afferma – la nostra volontà di mantenere relazioni positive di collaborazione con le legittime autorità dello Stato, nel rispetto dell’ordinamento costituzionale e degli accordi vigenti tra Spagna e Santa Sede”. La missione della Chiesa, ha aggiunto, “non è la politica ma l’evangelizzazione”, ma ciò non esclude che “i cattolici possano agire in maniera responsabile in virtù di diverse concezioni legittime della cosa pubblica”. Il presidente della Cee ha ricordato le parole del Papa sulla diffusione in Spagna di una “mentalità ispirata al laicismo”: “E’ un fenomeno preoccupante che colpisce in un modo o in un altro tutte le società occidentali – ha osservato -. Questa mentalità comporta una difficoltà non solo per l’azione evangelizzatrice della Chiesa ma anche per lo svolgimento pieno e fluido della vita sociale”. Riferendo poi della recente visita ad limina dei vescovi spagnoli poco prima del ricovero del Papa in ospedale, ha rinnovato le intenzioni di preghiera ed espresso auspici per una pronta guarigione. Tra gli ultimi vescovi ad incontrare il Papa prima dell’intervento anche mons. Carles Sorel i Perdigò, vescovo di Girona (Catalogna), che ha raccontato al Sir: “Era molto stanco e respirava con difficoltà. Nonostante la sofferenza mi ha ascoltato con attenzione. Si è limitato ad assentire dicendo grazie a voce bassa e finendo con una benedizione”. “Nonostante sia così sofferente – ha concluso – è completamente dedito all’incarico ricevuto”.