POLITICA: CARD. MARTINO (SANTA SEDE), NO AL “RELATIVISMO ETICO” E ALLA “REGOLA DELLA MAGGIORANZA”, “ALLARMANTE” IL FENOMENO DELLA CORRUZIONE

” ““Il relativismo etico è uno dei rischi maggiori perle attuali democrazie, poiché induce a ritenere inesistente un criterio oggettivo e universale per stabilire il fondamento e la corretta gerarchia dei valori”. A mettere in guardia dalla regola della “maggioranza” come “regola aurea, al di là del bene e del male” è stato il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, concludendo il II Congresso “Pro Pace”, svoltosi a Luanda (Angola) sul tema: “Costruttori di democrazia”. Se “si assume la maggioranza come regola area scompare ogni confine morale al potere”, ha ammonito il presidente del dicastero pontificio, soffermandosi sul rischio che le società di recente liberatesi da sistemi aggressivi, dominazioni tribali, tutele coloniali recepiscano “come qualificanti la democrazia aspetti che, in realtà sono piuttosto conseguenze della crisi morale ed istituzionale che attraversa le democrazie storiche”, e cioè “l’individualismo assoluto, il materialismo, l’edonismo, l’indifferentismo etico e la prevalenza delle logiche economiche acquisitive e competitive”. E’ la “partecipazione alla vita comunitaria” il “cuore pulsante di una democrazia viva e feconda”, si legge in una nota della Santa Sede, che informa come non sa mancata nel discorso del porporato “la ferma condanna del triste fenomeno della corruzione”, come “uno degli aspetti più allarmanti delle democrazie odierne, che compromette il corretto funzionamento dello Stato e provoca sfiducia e disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti, con il conseguente indebolimento delle istituzioni”.