” ““Grande tristezza” e un invito all’autocritica rivolto ad ogni cittadino, perché “ognuno di noi assuma piccole responsabilità nei confronti dei poveri”: è stata questa la reazione di Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (Servizio missionario giovanile) alla notizia della morte della donna rumena e della figlia di 2 anni, che ieri sono state vittime del crollo di una palazzina pericolante a Torino abitata da 330 stranieri, in maggioranza provenienti dall’Est europeo. Nelle strutture del Sermig e tra gli ospiti che accoglie (oltre 1.500 persone tra immigrati, senza tetto, ecc.) “è scesa una grande tristezza dice Olivero al Sir -. E’ durissimo veder morire una donna e una bambina”. Quando accadono vicende tragiche di questo tipo, aggiunge Olivero, “continuiamo con più convinzione ciò che stiamo facendo, senza entrare in nessuna retorica. Ci mettiamo nei panni di questa povera gente che viene in Italia con un miraggio davanti agli occhi e a volte perde la vita nell’inseguire questo miraggio. Preghiamo per quella povera famiglia e cerchiamo di essere vicini ai sopravvissuti”. A suo avviso, “più che cercare ogni volta di individuare le colpe e i responsabili”, bisogna “aprire di più gli occhi e aprire di più le coscienze, cercando di capire il bene che possiamo fare e farlo veramente”. Il suo è un invito generalizzato “all’autocritica sulle responsabilità di ognuno di noi”: “A Torino come in altre città italiana c’è moltissima gente che vive sotto i ponti o in case fatiscenti sottolinea Olivero -. Chi vede queste situazioni avvisi qualcuno o se ne faccia carico, per trovare una soluzione ed accoglierli. Come il samaritano del Vangelo è sceso da cavallo e si è preso cura del ferito, così ogni cittadino dovrebbe diventare un samaritano che si fa carico di una piccola cosa. In fondo, se il samaritano vivesse oggi, prenderebbe il suo cellulare e chiamerebbe l’ambulanza. Non bisogna fare grandi cose. In questi anni abbiamo ricevuto tantissime telefonate di persone che sono venuti a conoscenza o hanno visto situazioni difficili. Siamo andati e abbiamo soccorso”.