” “La notizia della morte di Nicola Calipari “ha scosso l’intera città di Reggio Calabria e la Calabria intera”: lo ha detto al Sir mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria e presidente della Conferenza Episcopale Calabra. Da piccolo – ricorda il presule – Nicola giocava nel cortile dell’episcopio. Faceva parte degli scout”. Per mons. Mondello Calipari è morto da “eroe”: la notizia della liberazione della Sgrena “è stata resa così infausta dal sangue versato” dal funzionario di origine calabresi. Calipari era, infatti, nato a Reggio Calabria 51 anni fa e dalla città dello Stretto era partito per lavorare come investigatore nella polizia di Stato prima a Cosenza, poi a Genova ed infine a Roma prima di far parte, dal 2002, del Sismi, organismo per il quale gli era stato affidato il difficile e delicato compito di dirigere il servizio segreto in Iraq. “Era un cristiano impegnato negli scout – ha detto don Giorgio Costantino, amico della famiglia del funzionario – figlio di ferventi ed autentici cristiani”. Il fratello, don Maurizio Calipari insegna all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum ed è officiale dell’Accademia per la Vita, mentre uno zio – ricorda ancora don Costantino – si era donato totalmente all’assistenza dei malati ed è morto a soli 40 anni. La diocesi di Reggio Calabria-Bova ricorderà Nicola Calipari venerdì 11 marzo con una solenne celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Reggio Calabria, presieduta dall’arcivescovo, mons. Vittorio Mondello.