PAPA: IL GRAZIE DEL SANTO PADRE AGLI EBREI E AI MUSULMANI CHE HANNO PREGATO PER LUI

Anche ieri il Papa si è affacciato dalla finestra della sua camera all’ospedale Gemelli, da dove ha salutato la folla con la mano e benedetto i fedeli con un segno della croce. Il Papa, che non ha pronunciato l’Angelus, è rimasto per alcuni minuti dietro la finestra, salutando a più riprese i pellegrini. Il Papa aveva seguito su una televisione la recita della preghiera dell’Angelus, che è stata letta dal Sostituto della Segreteria di Stato, l’Arcivescovo Leonardo Sandri, sul Sagrato di piazza San Pietro.
“Anche oggi – ha detto il Papa nel messaggio letto da mons. Sandri – desidero anzitutto rinnovare l’espressione della mia gratitudine per i tanti segni di affetto che mi giungono”. Il Papa ha rivolto un pensiero particolare alle “delegazioni ecumeniche che sono venute in questi giorni al Policlinico “Gemelli” ed ha aggiunto: “Desidero manifestare speciale riconoscenza per la vicinanza dei credenti di altre religioni, segnatamente ebrei e musulmani. Alcuni di essi hanno voluto venire a pregare qui all’ospedale. E’ questo per me un segno confortante, di cui rendo grazie a Dio”.
“Continuiamo – ha poi detto rivolgendosi ai pellegrini – la preparazione alla Pasqua, offrendo a Dio anche la sofferenza, per il bene dell’umanità e per la nostra purificazione”. “La Quaresima – ha concluso il Papa – è tempo favorevole per venire alla luce” e ottenere “da Cristo il dono di una fede sempre più chiara e più forte, perché possiamo essere coerenti e coraggiosi testimoni del suo Vangelo”.