SVILUPPO: PING (ONU), "IL MONDO È MINACCIATO DA FAME, MISERIA, MALATTIE, CRIMINALITÀ". UN CONVEGNO A RIMINI

"La pace, lo sviluppo e la cooperazione internazionale sono questioni più che mai pertinenti oggi, in un mondo in cui la sicurezza della collettività risulta sempre più minacciata non solo dai conflitti armati, ma da flagelli come la povertà, la fame, la degradazione ambientale, la criminalità organizzata". Con queste parole Jean Ping, presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sottolinea la necessità di accogliere con coraggio la "nuova sfida dell’era attuale", quella di organizzare una "partnership mondiale" che sappia porre le basi di quella "società globale pacifica" e quel "mondo migliore che è ancora lontano dal divenire realtà palpabile per tutti". Ping lancia la sfida da Rimini in occasione del convegno internazionale "La pace è una bambina. Percorsi di educazione al riconoscimento, alla riconciliazione e alla mediazione", in corso al Palacongressi da oggi fino al 5 marzo. Il convegno è organizzato, nell’ambito del Parco pedagogico per l’educazione attiva, dalle istituzioni riminesi impegnate nella realizzazione del progetto "Città educativa". Nel ricordare come non possa esserci pace "senza un programma di sviluppo internazionale" né "sviluppo sostenibile senza un quadro politico e sociale portatore di pace e sicurezza", Ping ha riportato cifre tutt’altro che confortanti a dimostrazione del crescente divario tra Paesi ricchi e poveri: "In Africa subsahariana la speranza di vita media è scesa dai 50 ai 46 anni". E a proposito dei tassi di mortalità infantile: "Nei Paesi meno sviluppati un bambino su dieci muore sotto i sei anni, mentre nel mondo più avanzato il rapporto è uno a cento". "Secondo l’ultimo Rapporto delle Nazioni Unite uno sviluppo è possibile, a patto che – ha detto Ping – ogni nazione collabori a preservare le generazioni future dal flagello della guerra e a favorire la crescita di tutti i popoli secondo le premesse della Carta dell’Onu. L’assemblea generale delle Nazioni Unite ci sta lavorando", ed entro il settembre 2005 mira a raggiungere alcuni traguardi fondamentali come "l’annullamento del debito dei Paesi più poveri, la destinazione ad essi dello 0,7% del Prodotto interno lordo di ogni nazione e la creazione di misure commerciali più eque".