Il miracolo della vita, ha proseguito il cardinale "è contenuto nell’essere" e "tutto ciò che avviene nell’universo è contenuto nella luce dell’Essere, da cui trae armonia, unità e pienezza di senso". Citando il prologo del Vangelo di Giovanni, appena proclamato, ‘in principio era il Verbo […] In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini’ l’arcivescovo di Firenze ha ricordato che il poeta aveva posto "queste parole come epigrafe alla raccolta Per il Battesimo dei nostri frammenti. La luce divina del Verbo viene sul mondo e lo redime dalla vanità e dal non senso e lo riconduce alla pace nell’amore di Dio che mai viene meno". "La fede però non è facile. Secondo Luzi, essa galleggia su esitazioni, inquietudini e paure. A volte è duramente messa alla prova dall’apparente assenza di Dio, come emerge dal monologo di Cristo di fronte al Padre nella Via Crucis". Ma davanti al messaggio della risurrezione, – ha concluso Antonelli – "Mario Luzi doveva vibrare di commozione, come attesta in modo eloquente il componimento poetico dedicato al Cristo Risorto di Piero della Francesca a Sansepolcro. Commossi lo accompagniamo con la preghiera di suffragio verso al meta del suo pellegrinaggio terreno o, come egli direbbe, del suo "viaggio terrestre e celeste", nella persuasione da lui stesso espressa che a salvare i morti non basta la devota memoria dei superstiti, ma ‘un altro, solo un altro potrebbe fare il resto e il più: consumare quelle spoglie, mutarle in luce chiara, incorruttibile’ (Onore del vero, Las animas)"” ”