” ““Vogliamo la fine dell’occupazione siriana e chiediamo all’Europa, agli Stati Uniti e al mondo libero di aiutarci non solo ad ottenere il ritiro siriano ma anche di sostenere l’opposizione perché viviamo momenti difficili. Cerchiamo la nostra indipendenza con metodi e lotte non violente, fronteggiando un occupante che fa parte del secolo passato segnato da dittature armate dotate di servizi segreti che sono ancora diffusi tra noi”. Ad affermarlo è Tanios G. Chahwan, segretario generale della Commissione dei giovani cattolici del Medio Oriente in seno al Consiglio dei Patriarchi cattolici d’Oriente, che in un’intervista al Sir (on line su old.agensir.it) commenta quanto sta accadendo in Libano dopo l’attentato mortale all’ex leader Hariri. “E’ un tempo storico per i libanesi che da decenni non manifestavano uniti, musulmani, drusi, cristiani dice Chahwan – La morte di Hariri ha provocato una reazione popolare, spontanea, da parte della maggioranza del popolo, senza distinzione di religione e ceto. Una presa di coscienza profonda a livello nazionale. Attualmente ci sono dei sit-in di migliaia di giovani a Beirut, tra loro non solo musulmani o drusi ma anche moltissimi cristiani e di altre confessioni provenienti da tutte le regioni libanesi. Si tratta veramente di un grande esempio di solidarietà nazionale”. Secondo il segretario generale dei giovani cattolici il “primo passo da fare è riacquistare la sovranità del Libano. Noi siamo un Paese occupato dalla Siria. Ma questa occupazione non ha fagocitato e toccato l’esperienza democratica che avevamo vissuto in passato. Abbiamo pagato caro la difesa degli ideali patriottici, di solidarietà e di vicinanza tra cristiani e musulmani”. “Speriamo conclude – che le elezioni di maggio possano darci un nuovo governo formato da libanesi conosciuti per la loro onestà e capacità di risolvere la crisi. Solo così il cammino per il Libano sarà più sicuro ed i siriani saranno obbligati a lasciare il nostro Paese”.