CARCERE: CARD. MARTINO, “L’UOMO CARCERATO HA IL DIRITTO AD ESSERE COMUNQUE CONSIDERATO COME PERSONA”

“L’uomo carcerato ha diritto ad essere comunque considerato come persona. Lungi da rimanere astratta, una simile considerazione deve animare la politica e il diritto, le istituzioni sociali di prevenzione e i regolamenti carcerari, l’intervento nelle carceri degli organismi della società civile”: è quanto affermato dal presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, cardinale Renato Martino, aprendo stamani a Roma il Seminario internazionale di studio sui diritti umani dei detenuti, in collaborazione con la Commissione Internazionale della Pastorale Penitenziaria Cattolica (ICCPPC).
“Nel mondo – ha proseguito Martino rivolgendosi agli oltre 80 esperti, studiosi e cappellani delle carceri di una trentina di Paesi dei cinque continenti che partecipano all’incontro – si verificano purtroppo situazioni di carcerazione e modalità di detenzione addirittura pre-giuridiche, nel senso che non si sono ancora recepite le più elementari tutele dei diritti della persona”. In molti Paesi, “il trattamento dei detenuti non risponde talvolta nemmeno ai requisiti minimi di umanità e di civiltà giuridica altrove già consolidati”. “I carcerati – ha concluso Martino – sono nel carcere, ma non del carcere e la speranza cristiana invita tutti a guardare oltre il carcere stesso”. Di qui l’urgenza, secondo il Presidente di Giustizia e Pace, “di una approfondita riflessione sulle molte problematiche umane, giuridiche, politiche e sociali degli uomini in carcere”, che costituisce l’obiettivo del seminario in corso fino a domani. Un obiettivo condiviso anche da Giovanni Paolo II: “Sua Santità – si legge nel telegramma inviato ai partecipanti, a nome del Papa, dal Segretario di Stato vaticano, cardinale Sodano – auspica vivamente che le giornate di riflessione contribuiscano ad affermare il doveroso rispetto della permanente dignità umana dell’individuo che ha violato la legge, affinché continui a sentirsi parte della società e impegnato a reinserirsi in essa”.