“Da quando Stefano è stato ucciso abbiamo sperimentato lo smarrimento di fronte alla tragica realtà della morte, smarrimento che ha poi lasciato posto al dolore e al silenzio. Così ci siamo ricordati dei valori della vita, che resta una cosa grande e un dono del Signore da accogliere e vivere secondo la sua volontà”. Sono state queste le parole di don Antonio Bertaiola, parroco di Castellaro Lagusello (Mn), nell’omelia ai funerali di Stefano Malfer, barista di 37 anni ucciso il 23 novembre scorso con venti coltellate nel suo bar La Ruota a Borghetto sul Mincio (Vr). Gli inquirenti ritengono che ad uccidere Malfer sia stato Saaid Chtioui, immigrato marocchino con regolare permesso, che avrebbe accoltellato il Malfer per un attacco di gelosia. Durante la cerimonia funebre, cui hanno partecipato centinaia di persone, il parroco ha invitato i presenti a proseguire nella preghiera che “dà spessore cristiano alle sensazioni umane buone che nascono dal nostro cuore”. Il padre di Malfer, nei giorni seguenti all’omicidio, aveva espresso la sua contrarietà ad una manifestazione contro gli immigrati promossa dalla Lega Nord e la sua volontà di perdono nei confronti dell’uccisore. Il sacerdote ha poi sottolineato come “la Parola di Dio dà fede, speranza e pace che sole possono sostenerci di fronte alla morte”, quella stessa fede che “ci domanda di credere che la morte non è la fine, ma è un mistero aperto ad un fiducioso incontro”. Al momento del ringraziamento don Bertaiola ha voluto porgere un grazie a coloro che “nel raccoglimento e nella preghiera” sono stati vicino alla famiglia Malfer.