ASSEMBLEA CEI: COMUNICATO FINALE, LO SCENARIO INTERNAZIONALE, LA VITA DEL PAESE E IL CONTRIBUTO DELLA CHIESA ITALIANA

"Impegnarsi verso forme concrete ed efficaci di solidarietà". Questo l’invito "rinnovato ancora una volta ai governanti" dai vescovi italiani. A riferirlo il comunicato finale (testo integrale) – diffuso oggi – della 55ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Assisi, 14-18 novembre 2005). Riflettendo sullo "scenario internazionale", i vescovi hanno ricordato, durante l’assemblea, i molteplici eventi drammatici, tra cui: il terremoto nel Kashmir; le persistenti manifestazioni terroristiche di matrice islamica a Bali (Indonesia), a Nalcik (Caucaso), a Nuova Delhi (India), ad Amman (Giordania); le persecuzioni dei cristiani per motivi di fede; la situazione drammatica dell’Iraq e della Terra Santa". In ambito europeo, si legge nel comunicato, "è stata sottolineata la situazione di immobilismo dell’Unione europea". Con riguardo alla situazione italiana, i vescovi hanno rilevato "il crescente clima di tensione tra le parti politiche che prelude a una campagna elettorale dai toni duri; le forti polemiche che stanno accompagnando la nuova legge elettorale e la riforma della seconda parte della Carta costituzionale, che richiederà un ricorso a referendum popolare confermativo". In merito al dibattito in atto sul tema della laicità e sul rapporto tra Stato e Chiesa, i vescovi italiani – "in piena sintonia" con il messaggio inviato da Benedetto XVI al presidente della Camera dei Deputati in occasione del terzo anniversario della visita di Giovanni Paolo II al Parlamento italiano – hanno ribadito "la necessità di una "laicità positiva" che abbia come riferimento i diritti fondamentali dell’uomo, compreso quello della libertà religiosa". "In totale adesione" – conclude il comunicato – a ciò che lo stesso card. Ruini aveva indicato nella sua prolusione, "i vescovi hanno ricordato che da parte della Chiesa l’impegno aperto e concreto a favore della persona umana, con i valori inerenti la sua dignità individuale e sociale, e in particolare la vita e la famiglia, non rappresenta una violazione della laicità della nostra Repubblica, ma piuttosto un contributo, offerto alla libertà di ciascuno, per il suo bene autentico".