ASSEMBLEA CEI: COMUNICATO FINALE, OCCORRE "PROMUOVERE LA DIGNITÀ UMANA ANCHE NEI PROCESSI SANITARI"

"La Chiesa, di fronte ai cambiamenti intervenuti nel mondo della sanità, si sente oggi particolarmente interpellata, considerato che sono in gioco dimensioni fondamentali dell’esistenza umana come la vita, la salute, la malattia e la morte". Lo ribadiscono i vescovi italiani nel comunicato finale (testo integrale) – diffuso oggi – della loro 55ª assemblea generale (Assisi, 14-18 novembre 2005). "La forte incidenza degli esiti della ricerca medica e tecnologica, con l’apertura di nuovi problemi etici; il processo di aziendalizzazione e di riorganizzazione delle strutture sanitarie nel territorio, che determina il rientro in famiglia di malati affetti da patologie che superano le capacità di gestione da parte delle medesime; la regionalizzazione del servizio sanitario nella cui attuazione va evitato che siano penalizzate le persone residenti nelle Regioni a più basso reddito". Questi alcuni dei "nodi problematici" emersi durante i lavori assembleari e che, secondo i vescovi, "richiedono scelte impegnative e di grande responsabilità".
Tra le urgenze, si legge nel comunicato, "si segnala il doveroso compito di umanizzare la medicina e l’assistenza ai malati; infatti, al progresso della scienza e della tecnologia medica non sempre corrisponde un miglioramento qualitativo dell’assistenza sanitaria". Per i vescovi, "l’impegno prioritario della comunità ecclesiale, anche in questo contesto, rimane l’annuncio della salvezza, accompagnato da cristiana solidarietà nei confronti dei molteplici soggetti che operano nel campo della sanità e in ascolto delle sue problematiche, a partire da una fattiva collaborazione con le istituzioni sanitarie di ispirazione cristiana". In particolare, affermano i vescovi, "occorre aiutare la ricerca di senso in coloro che vivono situazioni di dolore e di sofferenza; intervenire sui temi della bioetica cercando di far convergere credenti e non credenti su posizioni che rispettino la dignità della vita umana in ogni stadio e condizione; sostenere e promuovere la dignità umana anche nei processi sanitari". (segue)