FAMIGLIA : BELLETTI (CISF), PER IL CONIUGE VEDOVO “UNA GENITORIALITÀ NUOVA, MA LEGATA AL PRECEDENTE PROGETTO DI COPPIA”

Secondo l’anagrafe nazionale sono 4 milioni e 510mila le persone vedove nel nostro Paese (in base ai dati Istat, oltre 700mila gli uomini e più di 3 milioni e 800mila le donne,). Più della metà (quasi 2 milioni e 800mila) comprese nella fascia d’età 65-84 anni (circa 420 mila gli uomini e quasi 2 milioni e 400mila le donne), ma 83mila hanno meno di 44 anni (12.573 gli uomini, 70.640 le donne). Oltre un milione di vedovi ha figli nel proprio nucleo familiare; poco meno di 100mila hanno almeno un figlio minore. E’ la fotografia presentata oggi, alla Camera dei Deputati, da Francesco Belletti, direttore del Centro internazionale studi famiglia (Cisf). Intervenendo al primo convegno nazionale promosso da “Il Melograno”, associazione per i diritti civili delle persone vedove, su “La famiglia vedova: identità, progettualità, politiche”, Belletti ha fornito alcune anticipazioni della ricerca condotta dal Cisf sulla situazione dei vedovi in Italia (la prima indagine sull’argomento, di cui si prevede la pubblicazione nella primavera 2006). Dalle interviste effettuate su un campione nazionale di 36 donne e 4 uomini, emergono in particolare, ha sintetizzato Belletti,  “l’importanza della struttura intergenerazionale della famiglia che sostiene la parte colpita dal lutto”; la necessità “per il coniuge superstite di reiventarsi una genitorialità nuova che, tuttavia, rimanga ispirata al precedente progetto di coppia; la difficoltà di affrontare con i figli piccoli l’evento morte e l’involontaria ma inevitabile richiesta di precocità nei loro confronti”. “Per la famiglia è importante costruire, in tempi ancora non sospetti, la capacità di chiedere aiuto e di pensarsi ‘insieme’ ad altre famiglie – avverte il direttore Cisf -; ‘fare famiglia’, oltre a sostenere nel momento del dolore, garantisce maggiore peso nella società civile”.