SANTA SEDE: ISTRUZIONE SUL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE DI PERSONE OMOSESSUALI, "UN GIUDIZIO MORALMENTE CERTO" (3)

“Questa Congregazione ribadisce la necessità che i Vescovi, i Superiori Maggiori e tutti i responsabili interessati compiano un attento discernimento circa l’idoneità dei candidati agli Ordini sacri, dall’ammissione al Seminario fino all’Ordinazione". E’ l’esortazione conclusiva dell’Istruzione sul discernimento vocazionale per le persone con tendenze omosessuali, pubblicata dalla Congregazione per l’Educazione cattolica. " La formazione del futuro sacerdote – si legge nella parte centrale – deve articolare, in una complementarietà essenziale, le quattro dimensione della formazione: umana, spirituale, intellettuale e pastorale. Bisogna rilevare la particolare importanza della formazione umana, fondamento necessario di tutta la formazione. Per ammettere un candidato all’Ordinazione diaconale, – specifica quindi l’Istruzione – la Chiesa deve verificare, tra l’altro, che sia stata raggiunta la maturità affettiva del candidato al sacerdozio." "La chiamata agli Ordine è responsabilità personale del Vescovo o del Superiore Maggiore Tenendo presente il parere di coloro ai quali hanno affidato la responsabilità della formazione – continua – , il Vescovo o il Superiore maggiore, prima di ammettere all’Ordinazione il candidato, devono pervenire ad un giudizio moralmente certo sulle sue qualità. Nel caso di un dubbio serio al riguardo non devono ammetterlo all’Ordinazione. "Il discernimento della vocazione e della maturità del candidato- aggiunge- è anche un grave compito del rettore e degli altri formatori del Seminario. Prima di ogni ordinazione, il rettore deve esprimere un suo giudizio sulle qualità del candidato richieste dalla Chiesa". (segue)