BENEDETTO XVI: IN SUDAN “LA CHIESA DEVE CONTRIBUIRE AL PROCESSO DI RICONCILIAZIONE E RICOSTRUZIONE” DEL PAESE

In Sudan “la Chiesa deve contribuire al processo di riconciliazione e ricostruzione nazionale” e “i cattolici hanno molto da offrire attraverso il dialogo interreligioso e i servizi sociali”: è quanto ha affermato stamani Benedetto XVI, ricevendo in udienza in Vaticano l’arcivescovo di Khartoum, card. Gabriel Zubeir Wako. “La fine della guerra civile e l’emanazione di una nuova costituzione – ha osservato il Papa – hanno portato speranza alla popolazione dopo lunghe sofferenze. Nonostante vi siano stare delle battute d’arresto nel cammino di riconciliazione, non ultima la tragica morte di John Garang – ha proseguito il Pontefice -, ora esiste un’opportunità e anzi un dovere senza precedenti per la Chiesa di contribuire in modo significativo al processo di riconciliazione e di ricostruzione nazionale”. Per Benedetto XVI, “ancorché siano una minoranza, i cattolici hanno molto da offrire attraverso il dialogo interreligioso e la promozione dei servizi sociali di cui si avverte fortemente la necessità”. “L’orrore degli eventi del Darfur – ha detto ancora il Pontefice -, al quale il mio amato predecessore Giovanni Paolo II si è riferito in molte occasioni, indicano il bisogno di una risoluzione internazionale per garantire la sicurezza e i diritti umani fondamentali”. Di qui l’assicurazione conclusiva al card. Wako dell’impegno della Santa Sede, insiema al Nunzio apostolico di Khartoum, per “porre fine al ciclo di violenza e miseria”.