ABORTO: CASINI (MOVIMENTO PER LA VITA), “RIFORMARE I CONSULTORI” PERCHÉ “LO STATO PROTEGGA IL DIRITTO ALLA VITA” (2)

Una "presenza" non solo "fisica", ma "ideale, di collaborazione a carattere permanente": così Casini ha definito la presenza degli operatori del Movimento per la vita nei Consultori pubblici, di cui il Movimento auspica una riforma affinché "non stiano solo ad aspettare, ma prendono anche l’iniziativa", come fanno i Cav. Il ricorso ai consultori, ha spiegato Casini rispondendo alle domande dei giornalisti, "paradossalmente non dovrebbe essere obbligatorio" per le donne, in quanto spetterebbe agli ospedali segnalare a queste ultime la loro esistenza, mettendosi poi a disposizione per ogni richiesta "diretta o indiretta", come nel caso di segnalazioni diverse dalla donna interessata (magari a opera di mariti, parenti o amici che sono a conoscenza della situazione di difficoltà). In che modo i Consultori dovrebbero contattare le donne? "Ogni caso è un caso diverso" – ha risposto il presidente del Mpv – "l’importante è che le donne sappiano che il Consultorio è a loro disposizione, e che gli operatori coinvolti, sia negli ospedali sia in essi, si impegnano a mantenere il segreto". La parola d’ordine del Movimento per la vita è dunque "collaborazione", per difendere la vita in un momento in cui "il principio di preferenza per la nascita è largamente accolto in vaste aree culturali, sociali e politiche", ha commentato Casini, e in cui i tempi sono maturi "almeno per applicare la legge 194 nella parte preventiva" – ha aggiunto Olimpia Tarzia, segretaria del Mpv – che prevede l’impegno a "rimuovere le cause che inducono la donna ad abortire". Va in questa direzione una proposta di legge elaborata dal Forum delle associazioni familiari, in cui il Mpv si riconosce.