Un elemento positivo nella Relazione 2005 sul consumo di droghe nell’Ue, presentato oggi a Bruxelles, si evidenzia scorrendo i dati sulle metanfetamine. "Nell’Unione europea spiegano gli esperti dell’Osservatorio di Lisbona – un consumo significativo di tali sostanze resta confinato alla Repubblica ceca e alla Slovacchia". Commentando la situazione, il presidente dell’Osservatorio, Marcel Reimen, però avverte: "Molti paesi europei hanno forti legami con aree del mondo in cui esistono problemi legati alle metanfetamine. Poiché il mercato europeo degli stimolanti è in espansione, non si può ignorare la possibilità che il consumo di tali sostanze possa diffondersi. Si tratta quindi di un settore in cui un’azione di vigilanza e prevenzione rimane di cruciale importanza". Per quanto attiene le sostanze allucinogene sintetiche, come l’Lsd, "il consumo resta basso in tutta Europa". Tuttavia, si legge nella Relazione, "tra gli studenti delle scuole superiori, e in particolare quelli di 15-16 anni, sperimentare allucinogeni naturali come i ‘funghi magici’ è un fenomeno relativamente comune". Ciò vale, specificamente, per Repubblica ceca, Danimarca, Italia, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Belgio, Germania e Francia. L’Osservatorio stima poi che "oltre 62 milioni di europei hanno provato una volta la cannabis". Il voluminoso rapporto, che comprende anche dettagliati dati nazionali, si chiude con una osservazione sul policonsumo: "Attualmente il consumo di più sostanze stupefacenti è una caratteristica fondamentale del fenomeno droga a livello europeo". Su tale aspetto, il direttore Wolfgang Götz, spiega che "oggi un’analisi dell’impatto del consumo di sostanze stupefacenti sulla salute pubblica deve considerare il quadro complesso del consumo associato di più sostanze psicoattive, tra cui alcol e tabacco. Concentrarsi sulle tendenze di una sola sostanza, trascurando l’interrelazione tra diversi tipi di sostanze, può risultare fuorviante".