"In primo luogo richiamava alla fedeltà", cioè a "un deciso e stabile orientamento che ispira e segue la ricerca", quindi spiegava "in quale senso la nostra Alma Mater due volte romana dovesse essere coerentemente intesa come l’Università del Papa" e, infine, proponeva "l’educazione alla fede con azione differenziata secondo i bisogni, le circostanze e le età". Così questa mattina, all’apertura dell’anno accademico mons. Rino Fisichella, rettore della Pontifica Università Lateranense, ha riassunto le tre consegne di Giovanni Paolo II allo stesso Ateneo. "Ciò che resta come segno più evidente della sua attenzione nei nostri riguardi è la fondazione dell’Istituto che porta il suo nome ha aggiunto il rettore nel corso della cerimonia alla quale sono intervenuti anche il card. Camillo Ruini, gran Cancelliere della Lateranense e Pierferdinando Casini presidente della Camera un centro studi specialistici per dare al matrimonio e alla famiglia uno spazio adeguato nella ricerca filosofica, teologica e giuridica, senza dimenticare l’orizzonte pastorale che permane di grande attualità". Mons. Fisichella ha quindi annunciato che nel XXV della fondazione dell’Istituto, che coincide con il ferimento di Giovanni Paolo II in piazza San Pietro, si terrà un convegno internazionale, mentre "la cattedra Karol Wojtyla, già da anni pienamente attiva, ha il compito di rinnovarne la memoria con l’approfondimento del suo pensiero". Richiamato il legame di affetto e di studio tra Benedetto XVI e la Lateranense, il rettore ha commentato: "Con una ricchezza così straordinaria l’Università del Papa si sente ancora più responsabile. È suo compito, infatti, far conoscere questo magistero nelle diverse sedi di competenza scientifica; lo deve approfondire con gli strumenti propri della ricerca e parteciparlo in maniera coerente ed efficace".