"Gli esempi concreti di discriminazione nell’Ue vanno dalla disponibilità di alloggi mediocri" per le famiglie immigrate alla "segregazione di bambini stranieri in ‘istituti di educazione specializzati’, fino all’attitudine, anch’essa discriminante, di alcune agenzie per l’impegno che, obbedendo alle consegne di una parte degli imprenditori, non propongono taluni posti di lavoro agli immigrati". Nel Rapporto 2005 sulle discriminazioni razziali in Europa, reso noto oggi dall’agenzia Eumc, si trovano anche varie "iniziative e misure politiche indirizzate a promuovere l’uguaglianza e migliori relazioni tra le comunità d’accoglienza e i gruppi minoritari". L’Eumc avanza, in questa direzione, alcuni consigli agli Stati membri: "Applicare pienamente la legislazione anti-discriminatoria dell’Ue"; "assicurare che le strategie nazionali per l’occupazione comportino l’obiettivo di migliorare la situazione dei migranti"; eliminare le cattive abitudini in atto, fra cui "l’esclusione di certe categorie dall’assegnazione di alloggi popolari"; "fare in modo che l’accesso all’istruzione sia garantito a tutti"; continuare a sviluppare la legislazione e le iniziative in materia di diritto penale e la raccolta di dati sugli episodi razzisti, così da creare una base adeguata per delle politiche di protezione delle vittime e di dissuasione degli autori". ” ”