"I migranti e i gruppo minoritari sono sovrarappresentati tra le categorie lavorative più modeste. La segregazione nel settore-casa è particolarmente evidente in alcuni paesi. Allo stesso modo, il tasso di successo scolastico e il livello di istruzione mostrato dai migranti e dalle minoranze sono nettamente inferiori a quelli della popolazione maggioritaria". Il Rapporto annuale dell’Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia di Vienna interpreta i numerosi dati raccolti e i casi evidenziatisi, per spiegare come nell’Europa dei 25 l’esclusione prenda vari volti: quello della discriminazione sul posto di lavoro, quello di un maggior grado di insuccesso scolastico, fino a giungere a deliberati atti di violenza (basti ricordare gli episodi di incendi dolosi a edifici abitati soprattutto da immigrati, verificatisi negli ultimi mesi in Francia e in Germania). "I nuovi provvedimenti legislativi varati dall’Ue hanno mostrato qualche ricaduta positiva – spiega Beate Winkler, direttrice dell’Eumc -. D’altro canto abbiamo rilevato come la maggior parte degli Stati Ue manchi dei dati indispensabili per verificare l’incidenza delle politiche sociali ed economiche sulle loro minoranze etniche". (segue)