ABORTO: D’AGOSTINO (GIURISTI CATTOLICI), LEGITTIMA L’INDAGINE CONOSCITIVA SULL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE 194. DISATTESA LA TUTELA DELLA MATERNITÀ

“E’ fuori discussione l’assoluta legittimità di attivare commissioni di inchiesta o commissioni parlamentari a questo fine. La legge 194 in questi anni è stata male interpretata e in molte parti disattesa”. Così Francesco D’Agostino, presidente dell’Unione giuristi cattolici (Ugci), risponde alle polemiche sulla proposta di avviare un’indagine conoscitiva per accertare l’applicazione della legge 194. “Quello che è evidente – spiega il giurista al Sir – è che c’è un problema politico, direi soprattutto un problema morale, di morale pubblica, dietro i dibattiti di questi giorni perché in Italia, da moltissimi anni, si è cristallizzata un’interpretazione infondata della legge 194, che porta a far ritenere alla gente che tale norma riconosca alla donna il diritto insindacabile all’aborto”. “Ciò non risponde al vero” chiarisce D’Agostino invitando a leggere il testo della legge e, “se non bastasse, anche la sentenza della Corte costituzionale del 10 febbraio 1997, n.35, redatta da Giuliano Vassalli, in cui si dice chiaramente che l’ordinamento giuridico riconosce al concepito il diritto alla vita”. Di conseguenza, per D’Agostino, “la legge 194 deve essere interpretata costituzionalmente come un’eccezione, per ragioni di tutela della salute della donna, a questo diritto del concepito”, ma, sottolinea il giurista, va chiarito che “il suo spirito è a tutela della maternità, perché prevede esplicitamente la prevenzione dell’aborto da farsi nei consultori”.