” “Ampio spazio nel Rapporto Isfol è dedicato alla formazione. Radicata nelle nuove generazioni è la convinzione che più istruzione corrisponde ad una migliore carriera professionale. La licenza media è conseguita dalla totalità dei giovanissimi, nove ragazzi su dieci proseguono negli studi superiori, nel 2003-04 il tasso di maturità ha raggiunto quota 76,5% ed il tasso di passaggio all’università è al 76%. Numeri che avvicinano l’Italia all’Europa: sette giovani su dieci tra i 20 e i 24 anni conseguono un diploma e sei su dieci tra i 19 e i 21 anni si immatricolano nelle università dove i nuovi iscritti sono aumentati del 7% in quattro anni. Si laurea un iscritto su due, rispetto ai tre su dieci di pochi anni fa. Circa la formazione professionale nel 2003/04 sono stati realizzati oltre 56mila corsi, per quasi 790 mila allievi. Un supporto determinante viene dal Fondo sociale europeo (Fse), che ha coinvolto negli ultimi cinque anni più di 3 milioni e 800 mila soggetti in circa 179 mila interventi. Buoni gli esiti occupazionali: sette soggetti su dieci nel Centro-nord risultano occupati a un anno di distanza dagli interventi. Una percentuale analoga si riscontra anche negli interventi per l’alta formazione effettuati nelle regioni del Sud. Il Fse ha messo a disposizione per l’Italia circa 16 miliardi di euro; alla fine del 2004, ne sono stati spesi oltre 6,7 miliardi. A fianco ai risultati positivi il Rapporto evidenzia anche alcune ombre. Tra queste “la dispersione scolastica e formativa che sebbene si stia riducendo, tra i 14 e i 17enni, questi restano sempre il 4,5% dei coetanei, 100mila in valori assoluti. Inoltre tra i diciannovenni, tre su dieci si affacciano sul mondo del lavoro senza un diploma o una qualifica e tra la forza lavoro, permane la forbice rispetto al grado di qualifica tra la popolazione più giovane e quella adulta”. Aiuti si attendono dalla formazione continua e dalle politiche sociali. L’Agenda sociale europea per il prossimo quinquennio ha messo l’obiettivo solidarietà allo stesso livello dell’obiettivo prosperità necessario per realizzare le politiche finalizzate all’inclusione sociale delle fasce della popolazione a rischio di emarginazione. Nel 2003 sono risultate vicino alla soglia di povertà relativa 2 milioni 360 mila famiglie, quasi 6 milioni 800 mila individui (l’11,8% dell’intera popolazione).