” “Il rapporto Isfol 2005 prende poi in esame la condizione dei 31enni: tre su quattro sono occupati, di questi più della metà ha un contratto a tempo indeterminato; il reddito non supera i mille euro per metà del campione. Altro tema affrontato dal Rapporto è la partecipazione femminile al lavoro: restano bassi i tassi di attività (50,6%); su questi pesano i problemi di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Una donna su otto abbandona l’impiego alla nascita di un figlio. Al Sud la situazione più critica per il minor numero di strutture pubbliche di sostegno e per le minori possibilità di ricorso al part-time, tipologia contrattuale che interessa una lavoratrice su quattro in tutto il Paese. Considerando l’insieme dei carichi domestici si legge – circa la metà delle donne ha difficoltà nel ritagliarsi del tempo libero. A modificare profondamente il sistema del lavoro e della formazione, afferma l’Isfol, sono state le riforme varate nel corso degli ultimi anni (legge Biagi, Moratti) anche se è ancora presto per coglierne appieno i risultati. A riguardo “resta cruciale il dialogo tra Governo, Regioni e Parti sociali”. Tuttavia nella ricerca di lavoro “i canali informali” restano lo strumento più diffuso, sebbene “negli ultimi sei mesi siano stati circa 2 milioni gli utenti che hanno frequentato i servizi per l’impiego (Spi)”. La diffusione sul territorio vede prevalere i centri pubblici al Sud e quelli privati al Centro-nord. (segue)
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