” “Occupazione in crescita grazie anche ai risultati “positivi” della riforma Biagi, diminuzione del lavoro “a termine” a vantaggio della stabilità occupazionale, migliore partecipazione e produttività del sistema formativo, come dire che gli italiani sono più istruiti. Sono alcune delle conclusioni cui giunge il Rapporto 2005 dell’Isfol, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, diffuso oggi. Restano tuttavia delle zone d’ombra come la dispersione scolastica e la forbice, rispetto al grado di qualifica nel mondo del lavoro, tra la popolazione più giovane e quella adulta. Circa l’occupazione il Rapporto rivela che “l’Italia mostra una marcia in più rispetto alla media degli altri Paesi Ue. Ha segnato lo scorso anno un +0,8% di crescita occupazionale, rispetto al +0,5% della media Ue. E questo malgrado la più contenuta crescita economica dello stesso periodo (+1,2% per il Pil, rispetto al +2% della Ue25). Migliora la disoccupazione femminile, in particolar modo nel Meridione (-2,1%), ma diminuisce la partecipazione giovanile”. Risultati confortanti anche per la stabilità dell’occupazione. Pur continuando a interessare di più donne e giovani le tipologie lavorative a termine sono diminuite rispetto all’anno precedente. Negli ultimi dieci anni si legge nel Rapporto – si è dimezzata la quota di quanti, dopo una breve esperienza di lavoro temporaneo, tornavano in una condizione di ricerca o di inattività: dal 26 al 13%. Continua anche la diffusione del part time. Negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di lavoratori: oltre 2 milioni e 800 mila, circa il 13% degli occupati. Tale percentuale resta comunque inferiore a quella delle regioni del Centro e Nord Europa. (segue)
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