Un intervento legislativo sulla governance delle università per definire alcune regole generali di funzionamento di un sistema “del quale siano attori gli atenei, la comunità scientifica, il governo, le regioni ed i cosiddetti portatori di interessi”. La “governance di ateneo” è il tema centrale dell’ultimo numero di “Universitas”, rivista trimestrale di vita universitaria (www.fondazionerui.it), che sottolinea come da tempo le principali organizzazioni accademiche, tra le quali, in primo luogo la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), auspichino tale intervento. Diversi i contributi di docenti e specialisti sul tema ospitati dalla rivista. Per Enrico Rizzarelli, docente di chimica all’Università di Catania, “nel nostro paese il processo di autonomia” ha “coinvolto tutti gli aspetti istituzionali del sistema universitario, ad eccezione della governance”. Secondo Giliberto Capano, preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna, occorre “cambiare radicalmente se non si vuole assecondare il declino”. “Negli ultimi venti anni – sottolinea Cristiano Ciappei, docente di strategia e valore di impresa all’Università di Firenze, “si è assistito a cambiamenti radicali nella filosofia di governo dei rapporti Stato-università. Appaiono di continuo nuove regole, requisiti e tabelle a cui concorrono soggetti più rappresentativi di interessi disciplinari che istituzionali e l’identità della singola istituzione non viene certo favorita se l’appartenenza a una disciplina prevale su quella di ateneo”.