"La Chiesa segue con grande partecipazione questa difficile fase dell’integrazione europea"; registra "molta incertezza e scetticismo sul futuro dell’Unione", ma riscontra anche "forti segnali di speranza, che spesso giungono dai Paesi di nuova adesione"; offre, infine, il "suo contributo per un ampio dialogo, sui temi più delicati come la ratifica della Costituzione", "la definizione delle Prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013", mentre accoglie con favore le decisioni di aprire i negoziati per la futura adesione della Croazia e della Turchia. Mons. Josef Homeyer, presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), ha presentato nel pomeriggio i risultati dell’assemblea plenaria di autunno, svoltasi a Bruxelles dal 16 al 18 novembre. "Se l’Ue vuole comunicare seriamente ha aggiunto il vescovo tedesco, prendendo spunto dal "Piano D" predisposto dalla Commissione a livello locale con i cittadini europei, essa non deve sottostimare la capacità della Chiesa di agire come interlocutore". Nel corso della tre-giorni, i vescovi europei hanno affrontato diversi argomenti (fra i quali l’eredità del Concilio Vaticano II e la preparazione della prossima assemblea ecumenica che si svolgerà in Romania nel 2007), approvando infine due dichiarazioni, una dedicata alla promozione di una "strategia europea per la famiglia", l’altra sui finanziamenti comunitari alla ricerca in rapporto ai problemi etici che pone quest’ultima. (segue)