GIOVANE UCCISO NEL NAPOLETANO: DON INCORONATO (LOCANDA DI EMMAUS), "NO AI LINGUAGGI VIOLENTI, PIÙ SPAZIO AI SENTIMENTI"

Morire a meno di trent’anni in una rissa scoppiata per fermare un coetaneo che tagliava con un temperino le ruote delle auto. È successo stamattina, a San Giorgio a Cremano, vicino Napoli. I protagonisti della vicenda sono tutti incensurati. "Finché sono in corso gli accertamenti della polizia – osserva don Pasquale Incoronato, ideatore del centro di pastorale giovanile "La locanda di Emmaus", ad Ercolano, paese confinante con San Giorgio a Cremano – non possiamo sapere se il tragico episodio è legato al disagio di un singolo o se, piuttosto, rientri in un clima di diffusa illegalità". Per don Incoronato, "nella nostra società, dove gli affari privati delle persone si vanno a risolvere in televisione, dove per farsi valere tutti gridano, l’unico modello comunicativo sta diventando quello della violenza. La conseguenza può essere che, malgrado incensurate, le persone rischiano di compiere azioni contro se stesse, gli altri e la legalità". "Con questo – aggiunge il sacerdote – non voglio giustificare nessuno, ma è necessario entrare dentro i sentimenti e le emozioni dei ragazzi. Nel nostro centro giovanile stiamo facendo un laboratorio dei sentimenti, facendo parlare i ragazzi. Ho impiegato tre anni per far sì che giovani violenti potessero passare da dinamiche violente all’accettazione di aver sbagliato nel proprio comportamento". Per uscire dalla diffusa microcriminalità e da circuiti di violenza, secondo il sacerdote, "occorre che Stato, scuola, famiglia, istituzioni, polizia, carabinieri, Chiesa lavorino in rete. Bisogna creare un terreno fertile per la legalità altrimenti restano solo parole vuote".