GIOVANE UCCISO NEL NAPOLETANO: PADRE PIZZUTI (SOCIOLOGO), "DAL DESERTO DEI VALORI SI ESCE CON BUONE PRASSI EDUCATIVE"

"È tragico questo episodio perché vuol dire che non funzionano i canali normali della socializzazione familiare e giovanile". Padre Domenico Pizzuti, sociologo gesuita napoletano, commenta così la morte di Roberto Bocchio, il ventottenne di San Giorgio a Cremano, morto stamattina in una rissa per aver cercato di fermare un altro giovane che tagliava le ruote di alcune auto in sosta. "Tragedie come queste – prosegue il religioso – sono delle distorsioni che lasciano molto perplessi. Colpisce che intorno a questi giovani ci sia un deserto di valori e di esempi: una frammentazione totale per cui la persona non ha più un’identità e si rivolta in maniera violenta, quando è colta mentre compie un atto illecito". Al di là degli episodi in cui sono protagonisti singoli, per padre Pizzuti, "nel nostro mondo, purtroppo, si apprende e si sviluppa la violenza. Giustamente il procuratore antimafia Grasso ha denunciato il pericolo costituito dalle bande giovanili, che si uniscono sotto una guida per esprimere e sostenere la violenza". Negli ultimi tempi sembrava esserci una voglia di riscatto dall’illegalità. "Al di là dei discorsi – osserva il sociologo – sono necessarie buone prassi sociali, educative, aggregative. È importante come si è accolti a scuola, in famiglia, nel quartiere, tra gli amici per evitare che i giovani diventino isole. Insomma, bisogna far rifiorire il deserto con buone prassi".