"Il diritto, fin dal suo nascere, è stato visto come regola della vita sociale, anzi come ordine della società stessa. Mi piacerebbe vedere questa funzione regolatrice innervata dal comandamento nuovo dell’amore reciproco per la piena realizzazione delle persone e dei rapporti ai quali esse danno vita": lo ha scritto Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, nel messaggio fatto pervenire ai partecipanti al 1° Convegno internazionale "Relazionalità nel diritto: quale spazio per la fraternità?", che si è aperto questa mattina a Castelgandolfo (Roma), con la presenza di giuristi ed esperti provenienti da tutto il mondo. "La fraternità universale è iscritta, per così dire, nel Dna di ogni uomo, ne costituisce la vocazione ultima e corrisponde al disegno di Dio di realizzazione piena dell’uomo e dell’umanità ha proseguito Lubich -. E quale è il modo di vivere questa fraternità, rendendola effettiva nel quotidiano? Abbiamo compreso che questo modo è l’amore reciproco, vissuto sul modello della vita della Trinità". Secondo i responsabili del gruppo promotore del convegno, "Comunione e diritto" (ne fanno parte studiosi e operatori del diritto che si riconoscono nel carisma del movimento dei Focolari), “i principi di libertà e di uguaglianza, tradotti nel piano giuridico, hanno rafforzato i diritti individuali, ma non sono sufficienti per assicurare la pacifica coesistenza delle comunità locali, nazionali e internazionale. Manca infatti la fraternità, il terzo elemento del noto trinomio, rimasta disattesa". Su questo rifletteranno i convenuti, anche affrontando alcuni casi concreti di introduzione di principi di "fraternità", quali l’esperienza in un quartiere pilota di Gela in Sicilia, sul rapporto tra cittadini e amministrazione; percorsi di mediazione nel campo delle controversie familiari; sul fronte penale, nel trattamento di tossico-dipendenti, negli Stati Uniti e comunità di recupero dall’Austria.