CHIESA E MEDIA: BETTETINI (UNIVERSITÀ CATTOLICA), PROMUOVERE "UN CINEMA E UNA FICTION CATTOLICHE"

In Italia esiste una "poetica cattolica" nei media: "si tratta di renderla più presente al pubblico, senza imbarazzi, per quello che è: la rappresentazione narrativamente appetibile di un messaggio chiaro che contiene elementi di verità". Un invito a promuovere "un cinema e una fiction cattoliche" è venuto oggi da Gianfranco Bettetini, docente di comunicazioni di massa all’Università Cattolica di Milano, intervenendo al simposio su "Comunicare e (è) partecipare", svoltosi oggi alla Pontificia Università Gregoriana per celebrare i 25 anni del Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione Sociale (Cics). "Basta muoversi nell’ambiente degli sceneggiatori non ostili alla Chiesa – ha detto il relatore – per accorgersi che spesso c’è come la paura di scrivere storie ‘ideologiche’ se queste raccontano positivamente la fede e la preghiera. E’ un complesso da rimuovere: c’è un cinema dell’anelito orizzontale, c’è un cinema gnostico, ci siano anche un cinema e una fiction cattoliche". Il pubblico, del resto – ha fatto notare l’esperto a proposito della partecipazione "attiva" dell’audience nella fruizione dei media – non ha di queste remore e mostra di premiare una poetica che racconti la Chiesa positivamente". Come esempi di fiction premiate dal pubblico, Betetini ha citato il film di Mel Gibson, "The passion" ("nonostante alcuni limiti della pellicola", ha aggiunto, ma anche le tante fiction sui santi, tra cui le due su Giovanni Paolo II. Fra i prodotti per la tv non strettamente su tematiche religiose, lo studioso ha segnalato lo sceneggiato sul giudice Paolo Borsellino, "che "ne ha mostrato senza imbarazzi la fede e la confessione prima di morire".