RU486: DI VIRGILIO (ASSOCIAZIONI SOCIO SANITARIE), "ATTENTI A NON BANALIZZARE L’ABORTO IN PILLOLA, CHE RIMANE SOPPRESSIONE DELLA VITA UMANA"

"La RU486 costituisce indubbiamente una metodica meno invasiva e traumatica per interrompere la gravidanza. Tuttavia la sua minore lesività non deve far dimenticare l’effetto ultimo del suo impiego che è la soppressione della vita umana": lo ha detto Domenico Di Virgilio, parlamentare e coordinatore nazionale del Forum di associazioni e movimenti di ispirazione cristiana operanti in campo socio-sanitario. Secondo Di Virgilio, "tale intervento si inserisce nel quadro di una legge dello Stato, la 194/78. Quanto qui si afferma non vuole costituire il larvato tentativo di scardinarla. In questa delicata questione un credente non può sottovalutare la gravità che si nasconde sotto la malcelata banalizzazione dell’"aborto in pillola". Difatti l’eliminazione delle procedure previste dalla 194, la cui prima ratio è di tutela della maternità, procedure saggiamente predisposte dal legislatore per far riflettere la donna sulla sua richiesta di interruzione di gravidanza – afferma ancora Di Virgilio – potrebbe portare a una perdita di sensibilità etica nei confronti di un gesto che, in ogni caso, è pur sempre drammatico e disperato. In secondo luogo – puntualizza Di Virgilio – è veramente sorprendente questa sorta di corsa alla sperimentazione da parte di varie strutture ospedaliere la cui prima ragion d’essere è la cura e la tutela della salute dei cittadini. Soprattutto in un contesto sanitario e sociale scarso di risorse che dovrebbero invece essere ripartite sempre e prima di tutto, anche nella legge finanziaria, a favore delle persone più deboli, più povere, più emarginate, più anziane, più malate".