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” “Le valutazione delle "conseguenze negative che possono derivare da ordinazioni di preti con tendenze omosessuali profondamente radicate" rappresenta "un importante elemento di discernimento" per vagliare i futuri candidati al sacerdozio. Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nel corso della prima conferenza stampa della 55ma Assemblea dei vescovi italiani, in corso ad Assisi fino al 18 novembre. Interpellato dai giornalisti in merito al documento "Orientamenti e norme per i seminari", che dovrebbe essere approvato domani dai 260 presuli presenti e poi tenuto riservato in attesa della "recognitio" della Santa Sede e della pubblicazione nei prossimi mesi, Betori ha sottolineato che l’incompatibilità tra sacerdozio ordinato ed omosessualità non è "discriminatoria". "La parola discriminazione ha precisato infatti il segretario generale della Cei si può utilizzare dove c’è un diritto. La vocazione non è un diritto, ma un dono", ed è tale concetto fondamentale "il punto di riferimento per il discernimento che la Chiesa deve esercitare riguardo a questo dono". Il documento sulla formazione dei sacerdoti è ora all’esame dei vescovi, che lo hanno già approvato il mese scorso con votazione personale, presentando alcuni emendamenti (una trentina), "in parte recepiti e in parte non accolti", i quali sono appunto ora al vaglio dei 260 partecipanti all’assemblea di Assisi. Tra i punti principali del nuovo documento episcopale, che in materia di sacerdozio e omosessualità "recepisce le indicazioni di quello, ancora riservato, della Santa Sede in materia, senza indicazioni ulteriori", ha anticipato Betori, "la necessità di dare spazi di maturazione ulteriore ai sacerdoti, nel passaggio fra percorso seminaristico e inizio della loro vita da diaconi e da presbiteri", e la riflessione su "come inserire l’apporto delle scienze psicologiche nell’aiuto alla chiarificazione della coscienza da parte del seminarista, con un’attenzione particolare alla singola persona".
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