Benedetto XVI si è poi soffermato sull’altro tema in agenda all’assemblea della Cei, la pastorale della salute. "La malattia scrive il Papa nel suo messaggio (testo integrale) – costituisce una dimensione fondamentale dell’esperienza umana che interpella la missione della Chiesa e la coscienza dei credenti. Dal modo con cui si affronta la malattia e la sofferenza si manifesta anche la dignità e il senso dell’esistenza umana". Chiaro il riferimento alla testimonianza di Giovanni Paolo II: "della cattedra della sofferenza ha fatto un vertice del suo Magistero. Illuminata e incoraggiata da una così grande testimonianza, la Chiesa è chiamata ad esprimere solidarietà e premura verso chi affronta la prova della malattia, in primo luogo aiutando a vedere la malattia e la morte stessa non come una negazione dell’umano, ma come un percorso che, sulla scia della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù, ci conduce alla vita vera ed eterna". Il Papa ha poi invitato a sostenere "le istituzioni cattoliche che tanto fanno nell’ambito sanitario e dell’assistenza, affinché siano sempre più esemplari nel coniugare innovazione e la competenza scientifica con l’attenzione primaria alla persona e alla sua dignità. Di particolare rilevanza è poi la missione dei cappellani, che nelle corsie degli ospedali incontrano e sostengono spiritualmente le persone malate, facendo sentire loro la presenza affettuosa e confortatrice del nostro unico Salvatore Gesù Cristo. Di fronte poi alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all’eutanasia ha concluso – occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale.