"Nel contesto della regionalizzazione del servizio sanitario occorre uno sforzo speciale per migliorare la qualità di tale servizio nelle regioni meridionali". Lo ha detto il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, aprendo oggi ad Assisi l’Assemblea dei vescovi italiani. Riferendosi ad uno dei due temi centrali dell’assise episcopale (oltre alla formazione del clero), Ruini ha definito "indispensabile " in campo sanitario "potenziare le capacità di assistenza ai malati cronici, in presenza dell’invecchiamento della popolazione". "Di fronte all’aumento dei casi di disagio e anche di vera e propria patologia psichica ha aggiunto sembra ugualmente necessario incrementare e rendere più facilmente usufruibili le possibilità di intervento e cura in tale delicato settore, anche per prevenire eventi tragici e per non gravare di oneri insopportabili le famiglie". Quanto ai vescovi, il presidente della Cei ha assicurato l’intenzione della Chiesa italiana di "sostenere e incrementare l’azione pastorale ed evangelizzatrice della Chiesa nel mondo della salute, tenendo conto dei cambiamenti in corso nelle attività e metodologie terapeutiche e in tutta l’organizzazione sanitaria". "Con l’abbreviazione dei tempi delle degenze ospedaliere e con l’auspicato potenziamento dell’assistenza domiciliare", ha sottolineato il porporato, è urgente procedere nella direzione della "pastorale integrata" anche per quanto riguarda la crescita della "collaborazione tra quanti operano direttamente nell’ambito della sanità e le altre realtà pastorali, a cominciare dalle parrocchie", in modo da "promuovere un’autentica cultura della vita e della solidarietà, incentrate sulla visione cristiana dell’uomo": un obiettivo, questo, da realizzare sia attraverso "l’azione degli istituti sanitari di ispirazione cristiana", sia con l’attenzione e l’impegno dei credenti vero il vasto mondo della sanità pubblica".